Itinerari di Ragusa Ibla

Gli Itinerari di Ragusa Ibla

Ad Ibla piazza Pola è certamente una delle piazze principali.
Pur se non scenografica come quella del Duomo o di svincolo verso varie mete come quella degli Archi si deve considerare tale perché oltre ad essere il capolinea di due delle otto linee urbane è circondata da bar e circoli operai che la animano costantemente. E' inoltre sede degli uffici comunali costruiti sull'area di un'ex convento e legato a quel gioiello barocco che è la chiesa di San Giuseppe e circondata da palazzi nobiliari. È da qui che inizia questo itinerario.
Lasciandoci alle spalle la piazza si percorra la via Orfanotrofio dove su ambedue i lati sorgono palazzi risalenti al dopo terremoto, alcuni in stile tardo barocco, altri in stile rinascimentale.

Solo dopo alcune decine di metri, a destra, si possono osservare i resti della chiesa di Sant'Agostino già sede di Santa Maria La Nova che ospitava i benedettini sin dai tempi di Goffredo il Normanno. Dell'antica struttura del XII secolo rimane un bellissimo portale in stile gotico dalle linee essenziali ed eleganti, che ha resistito per parecchi secoli sia agli attacchi del tempo che alle incurie degli uomini.
Proseguendo, adiacente la chiesa, si può ammirare il bel palazzo Diquattro, fatto costruire nel '700 dal duca Arezzi di San Filippo e passato in seguito alla famiglia Di Quattro, dalla quale ha preso il nome. Attualmente i vani del pianterreno sono occupati da una bottega-esposizione di un antiquario.

Proseguendo sempre sulla via Orfanotrofio sempre sulla destra si incontra il collegio delle teresiane e la relativa chiesa di Santa Teresa. In fase di restauro si prevede che nell'ex convento sarà allocato un Museo con le opere del maestro Cappello recentemente scomparso.
Voltando a sinistra, a lato della chiesa che prospetta lungo la via delle Suore, si arriva in una piazzetta (piazza Chiaramonte) in cui dà bella mostra di se la chiesa di San Francesco dell'Immacolata.
Secondo una tradizione locale questa chiesa e il suo bel campanile sono parte dei resti di un palazzo voluto dai Chiaramonte , conti di Ragusa e Modica, ed abitato sino ai tempi della famiglia Cabrera che lo donavano ai frati francescani . Un'indagine storica ha però messo in evidenza la vera storia della chiesa-convento e le sue fasi di sviluppo.

Mentre la chiesa è regolarmente aperta al culto nell'attiguo convento ha sede l'ospizio di mendicità comunale adibito a casa di riposo per anziani di cui risulta interessante, al pari della chiesa, vederne gli interni. Accanto la torre campanaria, nel giardinetto dell'ospizio, una portale gotico ricostruito rimarca le antiche origini dell'immobile.
Risalendo ora dalla strettissima via Chiaramonte si giunge sul retro del palazzo Battaglia , forse il primo palazzo nobiliare realizzato dopo il tragico terremoto del 1693. Si rende caratteristicoa per aver due facciate principali: questa risale alla seconda metà del 700 e fu realizzata allor quando una figlia dei Battaglia si sposò. Per vedere ora l'altra si deve percorrere una viuzza tanto stretta da permettere un passaggio aereo fra il palazzo e la vicina chiesa dell'Annunziata di cui i Battaglia si riservarono lo jus patronato; il portone principale del palazzo è numero 95 della via Orfanotrofio dove ora siamo ritornati.
Fra la chiesa e il palazzo un'altro palazzotto settecentesco, palazzo Arezzi, dà l'impressione di esser un tutt'uno con la chiesa.
Risalendo ancora per la via Orfanotrofio si è ora nel largo Camerina da cui per la via Cabrera si giunge in piazza Duomo sicuramente il luogo più scenografico del nucleo barocco di Ibla.

La piazza è dominata nella parte alta dalla splendida chiesa di San Giorgio opera fra le più insigni del barocco siciliano. La stupenda piazza di forma irregolare e in leggera pendenza è circondata da bei palazzi classici e barocchi, fra i quali spicca per la sua scenografia il palazzo Arezzi , con un magnifico arco sotto il quale passa la strada che oggi conduce all'ex Distretto Militare ora sede dell'Università, sito che cela fra le fondamenta resti dell'antico Castello scomparso sin dalla costruzione del villino Arezzo .
La piazza Duomo è ravvivata al centro da verdi palme, che piantate da quasi un secolo le danno un esotico tocco di colore pur occludendo la vista e la prospettiva dell'imponente facciata del Duomo.
È il centro della vita cittadina, di questo nucleo storico, ed è sicuramente ancor'oggi teatro delle più importanti manifestazioni civili e religiose del quartiere di Ibla tanto che è il centro della festa del patrono San Giorgio che delle processioni del periodo pasquale.

Con Ibla viva, negli anni scorsi è stata invasa con le vie adiacenti da espositori con bancarelle e stands dei più tipici prodotti artigianali iblei mentre si tengono concerti e si recitano versi di poeti locali.
Nella parte bassa della piazza, una bella fontana crea un angolo magnifico fra i palazzi Arezzi e Veninata , costruiti in stile classicheggiante fra la fine dell'800 e gli inizi del '900.
Subito a lato, prima di immettersi nel corso XXV Aprile, a destra, si prenda la via del Convento dove dopo poche decine di metri ed una breve scalinata ci si proietta sull'altro versante di Ibla, quello meridionale. Sul lato sinistro, lungo la via Torrenuova, il palazzo Capodicasa con i suoi otto balconi arricchiti da ampi finestroni sovrastati da frontoni rettilinei ripieni di sculture in stile neoclassico, conchiglie al centro e originali fiori ai lati. La residenza nasce sulle spoglie della chiesa di Sant'Agostino da cui si ha attualmente l'accesso, e dall'annesso convento giacchè nel 1847 gli agostiniani dovettero abbandonare i luoghi. Di fronte, nascosto da un portone metallico, uno degli accessi alla città sconosciuto dai più.
Sul versante opposto, oltre la cava del Torrente Santa Domenica l , l' Ospedale Maria Paternò Arezzo il più grande dei tre ospedali ragusani.

Nello scorso secolo proprio in questo luogo alla fine della scalinata di via del Convento era stata realizzata una bella piazzetta con belvedere. Oggi se ne vedono solo i resti in parte crollati, mentre da un'ampia scalinata in pietra chiara e un modesto sagrato si può accedere alla bella chiesa di Santa Maria del Gesù con annesso convento, il più esteso di Ibla, oggi in via di restauro e ricostruzione, visto che negli anni cinquanta in parte ne crollava un'ala; al completamento sarà adibito a museo vista l'estensione degli spazi espositivi che si sviluppano all'interno sui cinque livelli.
Poco oltre, risalendo la via Torrenuova, è possibile ammirare un'altro gioiello barocco di Ibla la chiesa di Santa Maria dello Spasimo , mentre dal prospetto laterale della chiesa di Santa Maria del Gesù si accede invece alla porta Walter , una delle antiche vie di accesso della città e da cui è possibile discende il versante.

La porta è oggi l'unica dei cinque accessi alla Ibla medievale che sia resistita. Deve il suo nome all'evoluzione del nome legato all'utilizzo che se ne faceva: era la porta dei "saccari", i portatori d'acqua, che da quel tratto di cava denominata Puzzo (pozzo) per la presenza di una sorgente perenne che permetteva di dissetare la città con un via vai interminabile portavano la fresca acqua ai palazzi dei nobili signori.
Da poco riaperta al traffico pedonale, la mulattiera aveva ai lati quattordici cappelle di una via Crucis che snodandosi lungo i versanti, e attraversando il fondo valle, conduceva ad una chiesetta del prospiciente colle Rito eremo del Bollarito oggi sconsacrata ed adibita ad abitazione privata. Di quelle cappelle sacre se ne conservano solo due ubicate nei pressi dell'ospedale Maria Paternò Arezzo.

Scomparsa oggi la seconda parte della stradella scendendo dalla porta incontriamo la via Ottaviano, conosciuta anche come la strada "panoramica del parco", da cui è possibile rientrare verso l'altra parte di Ibla, quella più prossima al versante ragusano.
Lungo questa moderna arteria che svincola il traffico dal centro storico si incontra la chiesa di Santa Maria dei Miracoli dall'inconsueta forma ottagonale e prendendo a destra per la via Aquila Sveva, dopo aver oltrepassato la chiesa di Santa Barbara , si giunge per la stretta stradina alla piazza degli Archi passando accanto al contrafforte della chiesa della Anime Purganti .
Attraversata la piazza si ammiri l'edicola votiva alla Madonna del Rosario all'ingresso della via Giusti e intrapresa questa strada un po' oltre l'edicola della Sacra Famiglia; continuando la nostra passeggiata ecco la chiesa di San Filippo Neri l che si incontra a sinistra delimitata da una cancellata in ferro, entro un piccolo e silenzioso spiazzo antistante la facciata.
Proseguendo ancora un po ci si ritrova in una piazza disposta accanto alla parte canalizzata del torrente della Cava Santa Domenica .

Si è ora al centro del quartiere di San Paolo .
Questo quartiere, uno dei più caratteristici di Ragusa Ibla, è situato presso il corso d'acqua oramai ingabbiato in parte in una galleria e nella quale ancora oggi scorre il ruscello che alimentava fino a diversi anni fa parecchi mulini . Quel dolce rumore contribuisce a tenere sveglio l'ambiente sonnolento del quartiere, un quartiere dove la natura sta prendendo il sopravvento sulle case e sulle stradine piccole che si incrociano con scale e si perdono in cortili o su per il colle, seguendone il profilo.
Alcuni viottoli conservano ancora l'aspetto del tempo passato che qui sembra si sia fermato. Alcuni anni fa essi hanno fatto da palcoscenico alla rappresentazione di un Presepe vivente, che ha fatto rivivere per qualche giorno le poche case e le grotte ormai solamente in parte utilizzate.
In questo quartiere molte case sono ancora dipinte di bianco, tipico dell'ambiente mediterraneo, mentre le stradine sono ancora lastricate con le tipiche basole di calcare bianco, superate da ballatoi, attraversati da fornici. Le case hanno finestre con vasi di gerani sempre fioriti e con l'immancabile odoroso basilico o il prezzemolo o la menta; ai balconi vengono asciugate trecce di pomodoro e di peperoncino rosso, e meloni bianchi assiepati nell'attesa di essere consumati.
Forse solo in questo quartiere la vita si svolge ancora ad opera dei pochi anziani e dei pochissimi giovani che non hanno abbandonato Ibla e che sono sempre disponibili per un saluto anche se non ti conoscono.

Nel percorrere queste vie è facile imbattersi in case che hanno ancora il pollaio per l'uovo fresco, in chiassi dove giocano bambini sempre meno numerosi rispetto ai tempi passati, e dove è facile veder gatti crogiolarsi al sole, mentre le ortiche, i fichi selvatici ed i capperi cominciano a coprire i muri scalcinati che mostrano la tenera e calda pietra locale corrosa, i segni inequivocabili delle intemperie e degli anni. Ovunque si respira un'aria di tempi ormai finiti.
È in zone come queste che è dolce camminare senza una meta precisa, dove ogni angolo riserva una sorpresa:, un antico portale signorile, un magnifico balcone, un'edicola sacra ancora visitata o la piccola chiesa di San Paolo da cui il quartiere oggi prende il nome.
Da questo lato del versante è possibile, salendo un po' su per le stradine del colle, percorrendo Via Canale e la discesa omonima immergersi in un salto di millenni nel tempo che fu, fra tombe sicule a forno che nel corso degli anni hanno resistito alle ingiurie degli uomini che talvolta le hanno riutilizzate come depositi o anche come garage. Nella parte bassa si notano degli enormi antri bui, ben squadrati: erano le antiche latomie da dove furono estratti le migliaia di blocchi di pietra per la costruzione dell'antica Ibla e anche esse riadattate per molteplici usi.

Di fronte, invece, su un picco raggiungibile da una bella scalinata che si inerpica per il versante opposto, oltre il corso d'acqua, la chiesa di San Bartolomeo , che dal sagrato offre una meravigliosa vista di Ibla dato che domina tutto il quartiere di San Paolo, con le numerose case ormai abbandonate, specie quelle più addossate alla roccia e che riutilizzavano in parte le antiche grotte, chiudendole con muro e porta di ingresso. Si possono notare sulla parete rocciosa che conserva una necropoli in alto da un lato l'area della chiesa del Carmine e dei primi palazzoni della nuova Ragusa, dall'altro la parte absidale della chiesa di Santa Maria delle Scale , più giù il policromo campanile della chiesa di Santa Maria dell'Itria , la chiesa delle Anime Purganti e poi ancora a destra i tetti e le case del quartiere di Santa Barbara.

Sempre dal largo San Paolo è possibile, infine, affrontare un piccolo e inconsueto itinerario, quello che consente di vedere i resti di antichi mulini. Il primo subito sopra la piazza è di recente stato trasformato in ristorante ed è situato laddove inizia la stradella lastricata contornata da bianchi muri a secco ricoperti di edera e ortica che porta alla chiesa di San Bartolomeo, qualche decina di metri prima la stradella conduce ad un'abitazione, una volta mulino San Sebastiano.
Sul fondovalle, invece, si può osservare un'altro vecchio mulino ad acqua ancora funzionante e l'antico macello.


La Vallata di Santa Domenica

La vallata di santa domenica ripresa dall'alto in una soleggiata domenica di ottobre! un tempo gli abitanti della Ibla fortificata, uscendo da porta valter, andavano proprio lì a prendere l'acqua!

Ragusa con Montalbano

Giorno 22 e 29 Febbraio due nuovi episodi del Commissario Montalbano, la cui produzione è terminata in agosto 2015, saranno trasmessi in TV.

Ragusa. Ibla, Scicli e tutto il territorio Ragusano di nuovo in scena!

 

 

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